Perché ci riguarda? Perché quando una fiera torna ad essere fruibile dalla comunità a gioirne dobbiamo essere in tanti.
Perché una fiera è un luogo ma anche un non luogo. Uno spazio sì ma anche un momento temporale in cui incontrarsi, parlarsi, ritrovarsi.
Liberi sulla carta inizia un nuovo percorso a Roma, in una nuova casa, con una nuova comunità ma con lo stesso impegno di sempre.
Dal 12 al 14 settembre 2025, tra gli spazi restituiti del Borghetto San Carlo, risuona il vento di chi crede che l’editoria non sia solo pubblicazione.
Per chi partecipa – come editore o come pubblico – la partecipazione non significa solo esserci: è un gesto civico. Ogni presentazione, spettacolo, laboratorio, ogni incontro tra autore, lettore, artista, diventa un filo cucito nel tessuto urbano e culturale di Roma. Non è possibile solo consumare cultura: oggi serve custodirla e risvegliarla.
La fiera porta con sé diversi interpreti della scena culturale come Anna Foglietta, Giuliana Sgrena, Maria Grazia Calandrone: voci forti, con storie vere da raccontare. Ma non manca lo spazio per mani giovani: laboratori per bambini, racconti brevi, mostre interattive, workshop creativi, all’insegna dell’accessibilità e inclusività.
Partecipare a Liberi sulla Carta non significa soltanto applaudire un autore, comprare un libro, assistere a un dibattito. Significa riconoscere che la cultura ci riguarda, che ci attraversa e ci impegna. Per questo il ritorno di questa fiera è un segnale da non sprecare: perché non è mai solo festa, è esercizio di cittadinanza. Chi verrà non porterà soltanto se stesso, ma anche la possibilità di una città più viva, più giusta, più attenta.
È questo, in fondo, il messaggio dell’editoria: non solo leggere il mondo, ma a riscriverlo insieme.
