MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO: UN CAMMINO TRA LUTTO E GUARIGIONE

By Martina Iannone Feb 9, 2026

Oskar è un bambino di nove anni che ha perso il padre negli attentati dell’11 settembre 2001 e che da allora affronta la vita con scarpe pesanti. Ragazzino dalla mente geniale, appassionato di scienza e di invenzioni, tenta di sfuggire al dolore rifugiandosi nella fantasia e nella curiosità di ciò che lo circonda. Un giorno, frugando tra gli oggetti del padre, trova una misteriosa chiave all’interno di una busta con la scritta “Black”. Inizia così per Oskar una lunga ricerca per scoprire i segreti dietro quella straordinaria scoperta nel tentativo, più o meno consapevole, di ricongiungersi con il ricordo di suo padre.

IL ROMANZO

Molto forte, incredibilmente vicino è un romanzo dello scrittore statunitense Jonathan Safran Foer. Pubblicato nel 2005, è tra i primi romanzi ad affrontare in modo esplicito il tema degli attentati terroristici dell’11 settembre. Una tragedia epocale che rimane sullo sfondo, destinata a fare da innesco a un racconto intimo e intenso che ha come protagonista un bambino alla disperata ricerca di un modo di sopravvivere alla perdita improvvisa e straziante di un genitore. 

Attraverso gli occhi di Oskar il romanzo costruisce un intreccio di vite di sconosciuti. Volti e storie uniti dal lutto, dalla malattia, dalle contraddizioni e dalle fragilità che contraddistinguono le relazioni umane. Ogni personaggio è un ritratto inusuale, bizzarro, una facciata di stranezza che cela un intimo di segreti, tormenti e bisogno di affetto, di quell’amore puro e innocente che solo un bambino è in grado di offrire. È un viaggio attraverso una società afflitta, isolata, segnata dal lutto e dal senso di impotenza, che ritrova la forza di tornare a sorridere attraverso piccoli gesti.

La scrittura di Foer è brillante, effervescente, a tratti stravagante. Una prosa romantica ma fuori dal comune, delicata ma potente. Tra momenti strappalacrime e scorci di ironia conduce il lettore alla ricerca di un senso più profondo del vivere, guidandolo attraverso il tempo, la memoria e l’amore verso chi non c’è più.

IL FILM

Nel 2011 Molto forte, incredibilmente vicino è divenuto il soggetto dell’omonimo adattamento cinematografico diretto da Stephen Daldry e basato sulla sceneggiatura di Eric Roth: una versione estremamente fedele al romanzo, non solo negli eventi mostrati ma soprattutto nelle sensazioni che restituisce allo spettatore. Le interpretazioni di Tom Hanks, Sandra Bullock, Max von Sydow e della giovane rivelazione Thomas Horn restituiscono alla perfezione la densità emotiva e il tono tragico di un film che stringe lo stomaco e lascia un nodo alla gola dal primo all’ultimo istante.

Fin dalle prime sequenze lo spettatore si trova di fronte un adattamento perfetto che riprende tutta la delicatezza e la forza espressiva del romanzo, trasformando in immagini un racconto travolgente. Il film porta in scena in maniera commovente e straziante la sofferenza di Oskar ma anche la sua sensibilità straordinaria, in grado di scalfire la superficie di indifferenza e di impotenza nelle persone che incontra lungo la strada. In ogni frangente del film si percepisce il percorso del personaggio attraverso il lutto e ogni casa, ogni volto, diventa un tassello nel suo cammino verso la guarigione.

Uno degli elementi più originali del romanzo di Foer sono le componenti visive ed estetiche che sembrano nate per un adattamento cinematografico: i cerchi rossi nel testo, il falling man che risale le pagine al contrario come a riavvolgere il tempo. Il film recupera con lucidità straordinaria questi dettagli – nei giornali, nelle cartine, negli oggetti di Oskar e di suo padre – fino a restituirci il motivo finale del falling man nei diari di Oskar e l’immagine del bambino sull’altalena che, finalmente, si lascia andare con scarpe leggere verso il cielo.