Tutto uguale. Tutto perfetto. Nessuna sbavatura, nessun elemento fuori posto, nessun colore troppo scuro o eccessivamente chiaro, nessun errore.
Ma anche nessuna emozione, nessuna rielaborazione, nessun coinvolgimento, nessun impegno.
Questo è ciò che le intelligenze artificiali fanno, o cercano di fare: raggiungere la perfezione assoluta.
Ma è davvero sufficiente la perfezione per poter definire un’opera d’arte tale?
È necessario partire dal concetto fondamentale di artista.
Il dizionario italiano Treccani lo definisce in tre maniere differenti.
In primo luogo, viene considerato artista chi esercita una qualsiasi delle belle arti, che spaziano da quelle figurative, come la pittura e l’illustrazione, a quelle più astratte, come la musica o la poesia. Questa è la definizione più semplice, che identifica l’artista come colui che vive della propria arte.
Il secondo significato non si basa più soltanto sulla professionalità o sul settore di specializzazione, ma descrive l’artista come una persona dotata di un fine senso estetico e aperta al sentimento del bello. Peracquisire tali qualità, non basta studiare gli artisti del passato e saper distinguere tecniche, stili e caratteristiche dei
diversi periodi artistici. Occorre anche saper riconoscere il bello, che non riguarda soltanto l’aspetto estetico dell’opera, ma anche le sensazioni che essa è in grado di suscitare. Per questo si parla di “sentimento del bello”. Un’opera, per essere definita tale, deve aspirare a esprimere un concetto, un’ideologia, un’emozione,attraverso la sua realizzazione visiva e l’intenzione emotiva che la anima.
La terza definizione di artista riguarda invece il processo creativo e il lavoro che sta dietro a un’opera. L’artistaviene infatti descritto come un artigiano, una persona che crea un prodotto tramite il proprio lavoro manuale. Quest’ultima interpretazione è fondamentale per comprendere l’importanza della competenza pratica, del dare forma con le proprie mani a qualcosa che prima non esisteva e che, grazie a impegno e dedizione, diventa un oggetto di valore.
L’intelligenza artificiale è una tecnologia avanzata che negli ultimi anni si sta sviluppando a una velocità impressionante, diventando capace di svolgere compiti che un tempo erano esclusiva degli esseri umani. Questo progresso comporta numerosi vantaggi: la rapidità di esecuzione di molte attività, l’immediatezza nella trasmissione delle informazioni, la possibilità di avere tutto ciò che serve a portata di mano senza dover consultare lunghi vocabolari, pesanti enciclopedie o centinaia di pagine di libri. La velocità è il suo punto diforza: tutto è immediato. Serve una ricetta per la cena? Eccola. Bisogna stabilire chi ha ragione in una discussione? Questione risolta. Occorre aiuto per i compiti? Subito disponibile. Tuttavia, quando si parla di merito, la questione diventa molto più complessa.
È davvero sufficiente avere una buona idea per diventare artisti?
Un’intelligenza artificiale può generare un intero libro partendo da un semplice prompt, ma il lavoro che si cela dietro la scrittura di un libro è ben più articolato di una singola intuizione. Un autore immagina la propriaopera, ne realizza una bozza, annota le idee principali e seleziona ciò che ritiene essenziale per trasmettere il messaggio desiderato. Scrive una prima versione, modifica parole, rivede il modo di esprimere un concetto,elimina frasi prive di armonia, cura la punteggiatura per dare enfasi e ritmo. Poi rilegge una, due, cinquanta volte, per verificare che ciò che ha scritto rispecchi la sua identità, la sua esperienza, i suoi pensieri e i suoi
ideali. Uno scrittore racconta sempre qualcosa di sé, anche quando non segue una narrazione autobiografica: costruisce uno stile personale, unico, sviluppando una maniera di scrivere sua e solo sua e inserendo la propria essenza all’interno dell’opera.
Lo stesso vale per ogni forma d’arte: non si può realizzare un’illustrazione senza prima studiare il concetto da comunicare; non si può dipingere un quadro senza avere una visione d’insieme di ciò chedovrà diventare; non si può comporre una canzone senza mettere i propri sentimenti nero su bianco.
Il merito di un artista nasce dall’impegno profuso in un’opera, dallo sforzo non di rendere tutto perfetto, ma di rendere il risultato autentico, reale.
In questo modo le persone possono riconoscersi in un lavoro artistico, immergersi in esso, empatizzare con chi lo ha creato e cercare di comprenderne l’intento.
Un’intelligenza artificiale non può fare tutto questo: non nei pochi secondi necessari per generare un’immaginedal nulla, non nel tempo minimo impiegato per raccogliere informazioni, non partendo da un’indicazione vaga. Non senza emozioni. Non senza fatica. Queste sono caratteristiche che appartengono esclusivamente all’essere umano, a una persona senziente che può essere stanca, imperfetta, persino ignorante su molti aspetti, ma capace di rendere un’opera vera, concreta e sensibile.
Nonostante l’IA rappresenti uno dei primi grandi prodotti digitali della nuova era, simbolo di innovazione ed evoluzione e strumento potenzialmente utile anche agli artisti stessi, è fondamentale, soprattutto adesso che questa tecnologia sta entrando progressivamente nella vita di tutti, riconoscere l’impegno, la dedizione e ilmerito dei veri artisti.
